Sole e bambini

21/07/2022
da Farmania Amministrazione

I bambini, soprattutto da 0 a 12 anni, sono i più sensibili ai rischi di un'eccessiva esposizione al sole.
Per loro natura tendono a giocare a lungo al sole anche mentre sono in acqua, ma la loro pelle è più delicata di quella degli adulti ed eventuali danni al DNA che i raggi ultravioletti possono provocare hanno più tempo per manifestarsi negli anni successivi. Le scottature nell’infanzia e nell’adolescenza, infatti, sono un importante fattore di rischio per lo sviluppo di tumori della pelle nel corso della vita.
A loro va quindi riservata una particolare attenzione.

Neonati
I bebè sotto i sei mesi di vita non dovrebbero essere mai esposti alla luce diretta del sole: per questo le creme protettive non sono consigliate in questa fascia di età. Vanno usate solo quando ci si trova accidentalmente in condizione di non poter proteggere il piccolo, che altrimenti andrebbe sempre tenuto all'ombra, anche mentre si è a passeggio, tramite ombrellini montati su carrozzina e passeggino. Questa regola non vale solo per la spiaggia, ma anche in città.

Bambini
Più crescono, più i piccoli amano giocare nell'acqua o sulla battigia: per questo, nel corso della giornata, andrà ripetuta più volte l'applicazione di prodotti con un fattore di protezione 30 o 50, resistente all’acqua e ad ampio spettro (UV-B e UV-A). È possibile scegliere prodotti solari studiati per i piccoli o che utilizzano lo schermo minerale (a base di ossido di zinco e biossido di titanio), in grado di prevenire irritazioni e proteggere la loro pelle sensibile.
Meglio insistere perché tengano il cappello, di solito meno gradito degli occhiali che invece li fanno sentire “grandi”. Questi però non devono essere considerati come giocattoli, ma piuttosto come strumenti di protezione che, al pari di quelli degli adulti, devono proteggere almeno dal 99 per cento dei raggi UV-A e UV-B.
Per quelli con la pelle più delicata esistono oggi particolari indumenti protettivi che filtrano i raggi del sole ma lasciano traspirare e si asciugano rapidamente, per cui possono essere indossati anche durante il bagno. Per evitare danni alla pelle va comunque messo un limite alle ore trascorse al sole ed è senz'altro preferibile che a un pranzo all'ombra seguano un paio d’ore di gioco o di riposo al riparo dai raggi più forti delle ore centrali della giornata.

VADEMECUM PER UN’ESPOSIZIONE SICURA
– Proteggere il neonato e il lattante: evitare l’esposizione diretta al sole nei primi 6 mesi e limitarla il più possibile nei mesi successivi. La testa va sempre coperta con un cappellino di cotone e gli indumenti vanno regolati a seconda della temperatura.  È importante proteggere la pelle con una crema solare in ogni caso, anche se il bimbo si trova sotto l’ombrellone, perché il riverbero solare può provocare scottature.
– Aumentare l’apporto di liquidi: con il caldo il bambino perde molti liquidi, attraverso il sudore, che vanno reintegrati per evitare i rischi di disidratazione. Bisogna quindi scegliere alimenti ricchi di liquidi e sali minerali.
– Evitare le ore più calde: le ore indicate per l’esposizione al sole del bambino sono quelle del primo mattino e del tardo pomeriggio.
– Attenzione agli occhi: i bimbi piccoli devono indossare un cappellino con la visiera. Quando sono in grado di utilizzare gli occhiali da sole, questi devono avere un filtro solare di ottima qualità (marchio CE), per evitare che i raggi ultravioletti possano provocare danni alla retina.
– Utilizzare la protezione solare: nei primi giorni di vacanza, quando la pelle è ancora molto chiara, è utile coprire i bambini con una maglietta di cotone. Occorre, inoltre, applicare sulla pelle del bimbo un prodotto solare con indice di protezione elevato più volte al giorno, specialmente se il bimbo entra ed esce continuamente dall’acqua. La sera, dopo il bagnetto, è bene spalmare su tutto il corpo del piccolo un prodotto idratante doposole specifico per l’infanzia.
Malgrado tutte le precauzioni, il bimbo può scottarsi e addirittura avere la febbre. In questo caso è necessario consultare un medico e, nell’attesa, trasferirlo in un luogo fresco dandogli da bere acqua o liquidi a piccoli sorsi.